Quali sono le novità che troverò sulla busta paga di gennaio 2022?
La legge di Bilancio 2022 (Legge n. 234/2021) ha apportato modifiche per quanto riguarda:
- detrazioni per lavoro dipendente;
- contributi Inps a carico del lavoratore;
- aliquote Irpef;
- trattamento integrativo (bonus 100 euro);
In cosa consiste la novità sui contributi Inps a carico del lavoratore?
La novità consiste nella riduzione dei contributi previdenziali a carico del dipendente. Per tutti i lavoratori che abbiano una retribuzione imponibile che non superi ai 2.692,00 euro mensili, vi è una riduzione dei contributi a suo carico dello 0,8%. La novità è prevista dal 01.01.2022 al 31.12.2022.
Esempio: se fino al 31/12/2021 l’aliquota Inps applicata era del 9,19% dal 01/01/2022 al 31/12/2022 sarà dell’8,39%
E’ vero che sono state modificate le aliquote Irpef?
Sì, dal 1°gennaio 2022, sono state introdotte nuove aliquote e nuovi scaglioni di reddito, con una riduzione della pressione fiscale, ovvero delle imposte a carico del lavoratore.
I nuovi parametri sono i seguenti:
| SCAGLIONI DI REDDITO MENSILI | ALIQUOTA | SCAGLIONI DI REDDITO ANNUALI |
| Fino a Euro 1.250,00 | 23% | Fino a Euro 15.000,00 |
| Oltre Euro 1.250,00 e fino a Euro 2.333,33 | 25% | Oltre Euro 15.000,01 e fino a Euro 28.000,00 |
| Oltre Euro 2.333,33 e fino a Euro 4.166,66 | 35% | Oltre Euro 28.000,01 e fino a Euro 50.000,00 |
| Oltre Euro 4.166,66 | 43% | Oltre Euro 50.000,01 |
Cosa cambia nelle detrazioni in busta paga?
Nell’anno 2022 ci saranno alcune novità riguardo alle detrazioni in busta paga:
- da gennaio 2022, sono state introdotte nuove detrazioni di lavoro dipendente Irpef;
- da marzo 2022, le detrazioni per figli fino a 21 anni non saranno più sulla busta paga ma saranno inglobate nell’assegno unico.
In azienda mi hanno consegnato la “comunicazione ai fini del riconoscimento del Trattamento Integrativo” (ex bonus Renzi), cosa devo sapere prima di scegliere se continuare a percepire il trattamento in busta paga?
A partire da gennaio 2022 per i lavoratori con un reddito complessivo non eccedente i 15.000 Euro è previsto il riconoscimento del trattamento integrativo pari ad Euro 1.200, 00 l’anno netti.
Se invece il reddito complessivo è superiore ad Euro 15.000,01 ma non superiore ad Euro 28.000,00 il trattamento integrativo spetterà fino ad un massimo di 1.200,00 annui netti, ma solo a condizione che l’imposta Irpef lorda sia inferiore alla somma delle detrazioni per:
- familiari a carico;
- redditi da lavoro dipendente ed assimilati;
- interessi passivi ed oneri accessori corrisposti a seguito di prestiti o mutui agrari (limitatamente agli oneri sostenuti in dipendenza di mutui o prestiti contratti fino al 31.12.2021);
- interessi passivi ed oneri accessori corrisposti a seguito di mutui garantiti da ipoteca, con contratti per la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (con riferimento agli oneri sostenuti di dipendenza di mutui o prestiti contratti fino al 31.12.2021);
- rate riguardanti le detrazioni per spese sanitarie, interventi di recupero del patrimonio edilizio/riqualificazione energetica degli edifici, oltre alle detrazioni previste da altre disposizioni normative, per spese sostenute fino al 31.12.2021;
Non sono sicuro di quale sarà il mio reddito complessivo dell’anno, posso scegliere di farmi riconoscere il trattamento integrativo in sede di dichiarazione dei redditi?
Sì, nel caso in cui non si abbia certezza del reddito complessivo dell’anno o dell’ammontare delle detrazioni alle quali abbiamo diritto, è auspicabile optare per la scelta del riconoscimento del trattamento in sede di dichiarazione dei redditi (730/2023 anno 2022).
Articolo a cura di Antonella Baiano – Consulente del lavoro
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